Da Vigevano a Vigevano

Perché il Terdoppio?

Era da un po’ di tempo che volevo provare a fare un percorso da anello su Vigevano con la canoa canadese. Avendo il Terdoppio lomellino vicino casa, ho visto che potevo percorrerlo fino alla foce del PO in località Sommo. Continuare sul PO fino alla foce del Ticino, al ponte della Becca e tornare a Vigevano alla lanca della Ayala risalendo il Ticino. Un po’ anche per imitare le popolazioni indigene e i trapper dell’America del nord, che percorrevano fiumi e laghi per andare a caccia e pesca o per esplorare nuovi territori. Il Terdoppio da Garlasco a Zinasco lo avevo già percorso con Sigfrido in inverno e mi è piaciuto, nonostante la distruzione dell’ambiente da parte dell’uomo. Pensare che era un torrente con acqua pregiata, ricco di pesce. Nonostante l’inquinamento da parte degli scarichi delle città, degli scarichi delle colture intensive, degli scarichi abusivi di materiale inerte, ecc…, ci sono delle zone veramente carine che io chiamo oasi, anche vicino a casa mia (Fogliano – Vigevano) è rimasto un angolo con piccola lanca abitata da tartarughe, gallinelle d’acqua, nitticore, conigli selvatici, garzette e forse qualche cinghiale. L’acqua è di colore marrone perché il fondo è fangoso e le acque dei canali di irrigazione sono torbide oltre all’inquinamento.

Viveri consumati

  • 2 panini integrali
  • 3 uova sode
  • 2 pacchetti di oro saiwa
  • 5 mele
  • 1 galbanino (formaggio)
  • 3 barrette ai cereali
  • 1 cetriolo
  • 1 finocchio
  • 1 carota
  • 4 litri di acqua
  • 2 lattine di birra (33 cc.)
  • 4 bustine thè

Materiale

  • Tenda Salewa 2 posti
  • Sacco a pelo leggero
  • Stuoia
  • Fornello ad alcool  (Trangia)
  • 2 paia di pantaloni
  • 2 magliette termiche
  • 1 maglietta maniche corte
  • 1 asciugamano
  • 1 maglione di pile
  • 1 cappello
  • 2 paia di scarpe
  • 1 pila
  • 1 coltello
  • 1 segaccio

Canoa canadese

  • Outrage X
  • 1 pallone sulla punta
  • 2 corde da 5 m.
  • 1 marsupio con 20 m. di corda
  • 3 moschettoni, 3 cordini
  • Salvagente
  • Pagaia Werner
  • Mezzo palo
  • Caschetto
  • 1 sessola con spugna
  • GPS Garmin Oregon 550t
  • Macchina fotografica, gopro, batteria Hanker
  • Telefono

21 maggio

Partenza da casa, Ivana mi ha accompagnato con il furgone all’imbarco del Terdoppio. Partenza verso le ore 07.00.
C’è più acqua dell’ultima volta che sono venuto, questo faciliterà il passaggio su eventuali alberi che formano sbarramenti.
Arrivo al PO dopo circa 43 km. Il tratto del PO è circa 14 km al ponte della Becca. Finalmente Ticino fino a Pavia davanti al CUS sono circa 9,3 km dove ho fatto il primo campo.
Da Garlasco a Zinasco è il tratto più bello del Terdoppio, è abbastanza naturale ed è tutto a meandri. La zona di Dorno è quella più interessante. Ho trovato questo documento di un vecchio progetto del comune di Dorno. E questo sul regolamento pesca del 2018, sarebbe interessante sapere se questi pesci ci sono e se il regolamento viene rispettato…..
Non ho avuto problemi sia con gli alberi trovati nell’alveo, sia nei vari trasbordi, abbastanza semplici e veloci. Ho azzardato solo all’ultimo stramazzo per aver seguito i suggerimento di un signore incontrato allo sbarramento di Zinasco, che mi ha aiutato nel trasbordo (mai fidarsi..).
Al primo campo ho sperimentato sacco bivacco di emergenza, non ho montato la tenda per dare meno nell’occhio visto che ero a Pavia. Mi sono sdraiato sulla stuoia in pantaloni e maglietta maniche corte, verso mezzanotte ho cominciato ad avere freddo e mi sono infilato nel sacco, subito una bella sensazione di tepore. Funziona bene (da portare in caso di emergenza), si forma un po’ di condensa. Verso le 3 mi sono messo nel sacco a pelo e l’ho usato come coperta per l’umidità. Non ho portato materassino, è un errore, per stare bene al caldo bisogna isolarsi dal terreno umido.
Velocità media: 5,5 km/h.
Velocità massima: 13,4 km/h.
Chilometri totali circa 67.

22 maggio

Partenza da Pavia verso le ore 6.00. Fatto campo quasi alla Zelata verso le 17.00. La difficoltà sul Ticino è stata quella di dover fare traghetti da una sponda all’altra. C’è acqua e il fiume è largo.
Avevo pensato di fare una notturna, ma ho rinunciato all’una di notte c’era poca visibilità.
Difficoltà incontrate:

  • Traghetti lunghi, quindi perdi un po’ di terreno.
  • Il passaggio di alcuni ponti.
  • I tratti dritti con sponde alte e poche morte.
  • Le raschiere.
  • Gli alberi lungo le sponde, che ti costringono a spostarti verso il centro del fiume.

Ho usato una pagaia della Werner regolabile, spinge molto ed è robusta, (in alcuni casi l’ho allungata). Il mezzo palo dove corrente forte e poca acqua, sulla Outrage X non è consigliabile stare in piedi. In alcuni casi ho trainato la canoa camminando nell’acqua ed in altri con sponda alta ho usato le corde facendo il traino. Ho cercato di passare nei canali laterali scoprendo dei bei posti.
Velocità media: 2,2 km/h.
Velocità massima: 8,8 km/h.
Chilometri totali circa 23,5.

23 maggio

Partenza verso le 5 e arrivo a Vigevano alle 10.30.
Velocità media: 0,8 km/h.
Velocità massima: 11,1 km/h.
Chilometri totali circa 14.

Percorso

Ho lasciato le tracce originali, così si vede i punti dove ho fatto fatica a passare. Sul PO c’è un segmento di traccia dritto, perché mi ha mollato la batteria del gps e non mi sono accorto.

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Terdoppio lomellino

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